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volta, come lo si vede ancora oggi. In tale fabbrica, oltre all’affetto del popolo (il cuore del popolo è tutto ed è decisivo per le cose di Dio, come constatato dallo stesso don Giulio Magni nella costruzione della nuova parrocchiale), che si adoperò tutto in denaro e in giornate di lavoro, si distinse la pietà del conte suddetto, che aiutò fortemente non soltanto con il consiglio, come fanno certi ricchi, ma anche, è più, con denaro sonante e abbondante, così che in due anni il lavoro poté essere ultimato, ad onore di Dio e a soddisfazione di tutti, così come rimase fino al 1914 per la parte centrale (le ali sono state costruite nel tempo del parroco don De Bonis). Nel 1651 questo disegno – continua il parroco Canallati – di fabbrica della chiesa e della facciata fu opera del sig. ing. Gerolamo Quadrio insigne architetto della Fabbrica del Duomo di Milano, amico del conte Galimberti”.